sabato 25 luglio 2009

Tabaccaio in crisi si toglie la vita

Associazioni, partiti, molti politici ma anche tanti cittadini hanno voluto testimoniare ieri sera con una fiaccolata, la loro solidarietà alla famiglia di Andrea Sannicandro, il tabaccaio di viale Monza 9, che si è suicidato, strangolato dagli usurai.Erano circa 300 in strada, da viale Monza fino a Porta Venezia. Tra loro anche il vicesindaco Riccardo De Corato, l’assessore regionale alla Sicurezza Stefano Maullu, Antonello Patta, leader di Rifondazione Comunista in Provincia, Giorgio Montingelli, consigliere dell’Unione del Commercio, e Paolo Uguccioni, presidente del Comitato Venezia-Buenos Aires.Sannicandro era in difficoltà economica da un paio d’anni e la crisi economica lo avevano messo con le spalle al muro. Ha provato a ottenere dilazioni dalle banche, che per tutta risposta hanno subito mandato in protesto i suoi effetti, spedendole dritto nelle braccia degli strozzini.
Dopo aver aperto come tutte le mattine il suo “Bar Loreto Uno”, nella zona Nord della città, si è recato in cantina, ha scritto quattro lettere e si è legato una corda attorno al collo ponendo fine alla propria vita; Prima di suicidarsi ha voluto lasciare una lunga lettera in cui faceva nomi e cognomi di chi lo voleva strozzare.Di uno, in particolare: un imprenditore 34enne bresciano, le cui generalità non sono ancora state diffuse, ha lasciato scritto “Quell’uomo mi ha rovinato la vita, prendetelo”.Si tratta del titolare di una finanziaria di Brescia - il cui nome gli inquirenti hanno deciso, per ora, di non divulgare - che avrebbe prestato circa trentamila euro a Scannicandro, finito con l’acqua alla gola per colpa della crisi economica, salvo poi pretendere dal commerciante dei tassi di interesse da usura. Se le circostanze descritte da Scannicandro venissero confermate dalle indagini dei carabinieri, ci si troverebbe dunque di fronte ad un fenomeno nuovo, nel quale la figura del semplice usuraio può celarsi dietro le agenzie di prestito che riempiono con i loro annunci e le loro pubblicità intere pagine dei giornali free press.Il bar di Sannicandro era celebre all’epoca d’oro di Mora e Fabrizio Corona, era frequentato dal sottobosco di veline e presunti vip che luccicava nello stardom grazie ai maneggi della LM Management.Dopo la sua morte, il fratello Arcangelo ha accusato esplicitamente oltre alle banche, anche le istituzioni, per non aver creato una rete di protezione attorno ai piccoli imprenditori in difficoltà. «Non c’è sottovalutazione del fenomeno dell’usura - detto il prefetto Gian Valerio Lombardi - anzi c’è grande attenzione e comunque sull’episodio specifico la dinamica è ancora da chiarire».«Il Comune ha intenzione di costituirsi parte civile per questa triste vicenda - rivela il vicesindaco De Corato -. Parlerò con l’avvocatura, l’idea è che fatti come quello di Andrea creano un danno d’immagine alla città. È importante poi che commercianti e semplici cittadini portino a galla i casi denunciandoli al numero verde messo a disposizione dal Comune, l’800667733, cui risponde il centro di sostegno delle vittime di violenza e reato e per la mediazione sociale e penale che ha sede in via de Calboli e ha aperto sportelli in tutti i nove consigli di Zona. Un centro costituito da un pool di esperti convenzionato con l’assessorato alla Sicurezza».

tratto da:
http://www.blogmilano.it/blog/2009/07/23/usura-fiaccolata-per-il-tabaccaio-suicida/

Un mio commento è troppo tardi pensarci dopo o fare fiaccolate mediatiche propagandistiche di politici a noi piccoli nessuno ci aiuta gli interventi devono avvenire prima guardate ciò che sta accadendo a me vi sembra logico di una società civile democratica ?

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