martedì 28 luglio 2009

Negozi aperti ad agosto a Milano riflessione!

Così, una riflessione. Prima vi appiccio la notizia qui sotto, poi provo ad immedesimarmi in un negoziante che rimane aperto anche nel mese di agosto. E allora andiamo con la notizia.

Il garzone di bottega que­st’estate lo paga il Comune. Centoventi studenti universi­tari, rigorosamente under 25, per sostituire i dipendenti partiti per le ferie. Busta paga e contributi a carico di Palaz­zo Marino. Ad agosto, spazio ai giova­ni in negozio. Il voucher lavo­ro, uno stanziamento per 120 mila euro, arriverà in giunta oggi. I contenuti di massima li ha anticipati ieri l’assessore alle Attività produttive, Gio­vanni Terzi. In pratica Palaz­zo Marino finanzierà i buoni a fondo perduto istituiti dal ministero del Lavoro e acqui­stati dai commercianti diret­tamente dall'Inps e il Comu­ne. «Una misura importante per la formazione dei ragazzi — dice Terzi — e per contri­buire a rafforzare il tessuto so­ciale. Oltre che per dare un ul­teriore incentivo ai commer­cianti perché tengano aperto ad agosto». Il bonus lavoro, dunque. L’«aiutino» ai commercianti in tempo di crisi. Che non ri­marrà isolato. Perché i contri­buti comunali arriveranno an­che agli esercenti che non ab­basseranno la claire nelle due settimane centrali del mese. Dai mille ai cinquemila euro: il bonus arriverà sotto forma di contributo economico a fa­vore delle ristrutturazioni dei negozi. Soldi per metà a fon­do perduto e per metà da re­stituire a tasso superagevola­to.
Bene. Avete letto? Ok, ora proviamo a ragionarci su. Il negoziante, mi dicono, ma non ci sono prove certe, è un essere umano. Sì, proprio di quelli che mangiano, bevono, respirano, parlano e si muovono. Ragionano anche. Incredibile. Io nella vita faccio il giornalista, ma con le dovute precauzioni in stile Area 51 proverò ad immedesimarmi in questa particolare specie umana.

Mi sono fatto il culo tutto l'anno. Sono stanco. E a dirla tutta non è stata un'annata d'oro, tra vendite in calo e simpatiche banche con le quali fare i conti. Ho voglio di sentire le chiappette fresche immerse nell'acqua, ho voglia di lasciar da parte per almeno tre settimane i problemi e magari, chissà, godermi anche la mia famiglia. Perchè mai dovrei essere diverso da un qualunque impiegato di una qualunque azienda milanese che chiude i battenti. Ah, sì, dimenticavo, io offro un pubblico servizio. E' vero, ma come mai il Comune in tutti questi anni non ha fatto ciò che era in suo potere: far turna­re obbligatoriamente in ago­sto alimentari, bar e ristoran­ti, garantendo almeno un 25% di aperture. Evidentemente non era così importante.

E poi cosa dovrei fare? Rimanere aperto in agosto per poi chiudere, ad esempio, a settembre. Così, tanto per perdere un po' di guadagni proprio quando tutti sono a Milano? Perchè non dovrei far coincidere il calo delle vendite con l'aumento del mio ozio marino?

Sono belli questi incentivi che pesano sulle tasche dei contribuenti. Proprio belli. Oltretutto non vedo l'ora di avere un brufoloso ventenne senza esperienza al quale stare dietro per un bel mesetto aumentando il mio sano stress.

La verità è che se rimango a Milano anche in agosto, io negoziante, è perchè gli affari non sono andati bene nel corso dell'anno e non ho soldi per godermi il mare. Oppure i bassi guadagni di agosto mi servono per poter mangiare a settembre. Ben vengano gli incentivi, magari non a spese dei contribuenti, ma una volta per tutte mi chiedo: la vacanza per un commerciante è un optional? E soprattutto, perchè mai i milanesi devono incazzarsi tutte le volte che ad agosto trovano un negozio chiuso? Pensate piuttosto a tutti i giorni dell'anno in cui quel negozietto è rimasto aperto: sì, proprio mentre anche voi stavate lavorando. Pensate poi alla vostra bella settimana al mare. Guardatevi l'abbronzatura e datevi una risposta.

Risposta arrivata? Bene, allora fate quello che avete sempre fatto contribuendo alla morte di tanti negozi: prendete la macchina e andate in un centro commerciale.

Bene, questo è un penisero di un blogger che si è immedesimato in un negoziante. Ora tocca ai veri negozianti, a quegli umanoidi lì che pretendono anche le vacanze. Fatemi sapere se sono riuscito ad immedesimarmi, oppure no.

tratto da : http://milano.blogosfere.it/2009/07/il-comune-paga-i-negozi-aperti-in-agosto-wow-ma-perche-mai-dovrei-tenere-aperto.html

1 commento:

  1. Ero un artigiano e dopo quattro anni sono stato costretto a chiudere. Attualmente sono disoccupato da qualche anno.
    Cinquantenne divorato dalle tasse indirette, su cui nessuno ha niente da obiettare (sono un vero furto applicate a chi non ha reddito), sono costretto a rivolgermi dove costa di meno o addirittura a non comprare.
    Protestate presso gli Onorevoli per una giusta e dovuta detassazione completa dei redditi insufficienti (o addirittura nulli) ed io, a detassazione avvenuta, sarò felice di fare i miei acquisti nei piccoli negozi (se mi sarà rimasto qualche centesimo).

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