giovedì 9 luglio 2009

da leggere

All’ ATTENZIONE dei rappresentanti dell’ Unione artigiani piccola impresa edell’ ASCOM e di tutte le associazioni interessate, ai colleghi Artigiani e commercianti..A tutte le impreseAi Cittadini… sul territorio

Vogliamo far sentir la nostra voce affinché il governo e tutte le parti in causa prendano in seria considerazione la gravità della situazione in cui le Aziende versano, che necessita di provvedimenti immediati che permettano di continuare a svolgere le nostre attività senza dover chiudere.I problemi del lavoro devono essere messi al primo posto , la disoccupazione ha raggiunto livelli preoccupanti e le imprese sono soffocate dalla miriade di regolamenti, burocrazie costi, che opprimono la produzione, e la voglia di sviluppare.Crediamo che in questo momento non si possa più aspettare e si debba in modo sostanziale modificare il carico fiscale, la burocratizzazione delle imprese , i vincoli assai rigidi che impediscono l’apertura, l’espansione e la sopravvivenza di tutte quelle micro e medie entità territoriali diversificate, che da sempre sostengono l’Economia Italiana, dando lavoro a milioni di persone ,che da troppo tempo sono dimenticate e poco considerate, discriminatepur essendo l’ossatura e la forza reale numerica che sostiene il Paesein questo momento di crisi.
Crediamo sia necessario intervenire rapidamente sulla stagnazione delle assunzioni in seguito al Costo del Lavoro particolarmente alto, sia per le Imprese che per i dipendenti. “retribuzioni particolarmente appesantite dalla tassazione, non aiutano la ripresa e le famiglie ”Risolte e miglioratele questioni dell’apprendistato e dei contratti in genere, che obbligano a corsi spesso inutili e piuttosto prolungati, con un costo per l’azienda oneroso che non li qualifica in modo concreto.In questi anni si sono viste lievitare le spese assurde , vincoli e tasse spese e burocrazie che non possono più essere tollerate.

Vediamo in questo periodo datori di lavoro che chiedono prestiti in banca per pagare l’INPS e L’Iva IRPEF CON BILANCI IN PERDITA sono particolarmente sofferenti non solo per la crisi, ma propriamente per l’elevato carico fiscale e un sistema strutturale deficitario lontano dai veri bisogni di un economia profondamente cambiata, che non può più sostenere il peso dell’ ineguatezza del sistema attuale, concentrato quasi esclusivamente sulle grandi entità e poco propenso ad aiutare chi ha voglia di fare.
In seguito al calo della domanda vediamo molte aziende che pur avendo buone previsioni di lavoro si vedono impossibilitate a confermare dipendenti a tempo determinato per non sfondare con le spese , e dagli studi di settore che comprimono dentro un segmento ridotto in presunte cifre ipotetiche la produzione, aziende che si preparano a licenziare anche gli assunti a tempo indeterminato.( le spese superano le entrate) = FALLIMENTO SOCIALEIMPRESA =DIPENDENTI=LAVORO=BENESSERE DEL TERRITORIOUno stato da troppo tempo ormai divenuto SOCIO dell’ Azienda influisce con il suo carico fiscaleper oltre il cinquanta per cento e chiede di pagare senza contribuire effettivamente non partecipa nelle fatiche , ma prende in continuazione senza dare in cambio servizi adeguati, semplificazionivedi la malattia ” dobbiamo farci un’ assicurazione privata pur pagandone una pubblica,o per le donne la maternità UNA VERGOGNA, parliamo di agevolare il lavoro femminile, il figlio di una donna che fa impresa è diverso da un altro? Ha un parto diverso? Vale meno?IL COSTO DEL LAVORO
1 Credito alle imprese, difficoltoso e inaccessibile per molte aziendeche accusano seri problemi con le banche e rischiano di fallire .Non è assolutamente vero che si riesce ad accedere al credito2 Costi elevati ad assumere personale, l’ assistenza previdenziale sanitaria per i dipendenti e per le imprese è troppo alta “anche rispetto ai servizi”e questo è un problema per cui molte aziende preferiscono non ampliare o delocalizzare o sono costrette a chiudere3 Contratti di lavoro l’apprendistato, problemi con i corsi prolungati distanti e costosi faticheranno i giovani a trovar lavoro(aumentati le spese per le assunzioni anche per questi contratti)
 par time nessuno assume le donne poiché il contratto non è conveniente anzi discriminante ( non troveranno lavoro) tempo indeterminato impossibile da attuare anche in questo caso troppo costosocontratti a tempo determinato per gli stagionali, impossibile assumere più volte lo stesso dipendente “abbigliamento parrucchiere estetiste edilizia autotrasporti ecc”
4 Studi di settore non conformi al momento economico.UN SISTEMA FISCALE BASATO SUGLI STUDI DI SETTORE CHE NON TIENE CONTO DI COSA SI PRODUCE, DI DOVE, DELLA QUALITA’ E DEL MOMENTO ECONOMICO E’ COSTRINGE AZIENDE A NON AMPLIARE LA PRODUTTIVITA’E FA RIMANERE PICCOLI A CHI VUOLE AMPLIARE5 UN COSTO DELL ENERGIA TROPPO ELEVATO CAUSA IMPOSTECHE FA LIEVITARE I PREZZI SU QUALSIASI COSAVEDI L’IMPOSSIBILITA’ DI DETRARRE DEL TUTTO LE SPESE AUTOMEZZI BENZINE, PANNELLI SOLARI, D’INNOVARE PER ESSERE COMPETITIVI E RIMANERE SU MERCATO6 Recupero crediti dello stato inesistente (vedi l’America) Anni per avere a livello giudiziario una sentenza E INTANTO LA DITTA FALLISCE E MANDA A CASA GENTE poiché NON HA LIQUIDITA’Lo stato dovrebbe provvedere sveltendo i processi facendo in modo di poter recuperare i crediti in modo velocevisto che chiede di pagare L’ IVA su materialie lavoro anche quando non sia stata pagata una fattura (privati) vista la lentezza delle cause giudiziarie.

ELENCO SPESE

Costi per l’apertura dell’ attività , camera di commercio, richieste, concessioni, cartaceo burocrazia “vedi un ragazzo che volesse aprire un snack bar ” i vincoli sono tantissimi, vi sono normative esigentissime e costosissime di certo preferisce stare in disoccupazione…esami REC contro esami ec ec tutto così complicato, per due patatine e quattro wurstel la normativa prevede una cucina da gran chef..E questo anche per gli altri settori
I costi: sono riferiti a una ditta piccola con poche unità quindi è un calcolo proporzionale anche piuttosto incompleto e relativo ai dipendenti quindi: + dipendenti + costi.Dovrebbe essere più dipendenti più guadagni invece realmente ora non è così
 ¬Corsi obbligatori di formazione per titolari d’impresa che assumono la funzione di responsabili servizio prevenzione e protezione 200 euro +IVA documento valutazione dei rischi euro 250 euro + IVA Pronto soccorso 175 euro + IVA Antincendio 150 euro + IVA
 Costi per la formazione dipendenti apprendisti obbligatorio “un mese e mezzo d’assenza all’anno” per alcuni settori: 1000 euro e forse più senza calcolare le trasferte anche, che sono previsti anche per chi ha il diploma.
 Costi per la formazione concreta che l’azienda fa” vista la carenza di quella obbligatoria” da 2000 euro di base in su crescendo.
 Costi burocratici cartacei per le contabilità, registri documenti, tenuta conti. Buste Paghe, conformità varie dai 3000 euro in su.
 Costi di un’ Iva sul lavoro sulla manodopera che non viene recuperata(Iva credito e debito) che non ritorna indietro, applicata a tutte le attività artigianalie commerciali
 Costi per le mancate giornate d’assenza del titolare della piccola impresa svolti durante le ore di lavoro Non quantificabile ” non ci vogliamo pensare” altrimenti c’arrabbiamo. Corsi per altri corsi obbligatori di aziende con + di quindici dipendenti. Altri costi Corsi Vari.


CHIEDIAMO:che vengano sensibilmente rivisti contributi assistenziali e previdenziali sia per i dipendenti che per noi stessi, chiediamo agevolazioni immediate per chi assume, e per chi mantiene il personale.
Di rivedere immediatamente il sistema fiscale in genere, iniquo, oppressivo,lento, disordinato, in particolare GLI STUDI DI SETTORE, basati su calcoli ipotetici e non realiche non tiene conto di dove, di come,e della qualità che si produce.
Chiediamo vengano spostati immediatamente i pagamenti di IVA al momentodell’ incasso, e non anticipati come avviene ora. Vista la mancanza di liquidità gravein cui versano le aziende.Dilazionati e abbassati IRAP ,IRPEF, IVA E TASSAZIONI VARIE.
Riviste allentate Tasse su Energia, gas, gasolio e benzine che fanno lievitare i prezzi.
Inoltre che venga presa al vaglio la possibilità concreta per le aziende di agevolazioni per l’acquisto d’immobili , mobili auto automezzi e macchinari da adibire alle attività commerciali e artigianali che non sia com’ è tutt’ora fiscalmente penalizzantee impossibile da attuare (immobili) a causa delle plusvalenze
Chiediamo che venga presa in considerazione nelle ditte al di sotto dei quindici addetti dove il rischio di sicurezza sul lavoro sia minoredi essere esentati da alcuni corsi, o abbassate sensibilmente le ore , e che le stesse vengano svolte non durante l’orario di lavoro,e a quelle dove il rischio sia fortemente elevato siano diminuiti i prezzi e i costi e i corsi svolti nel territorio.
Che si inizi perlomeno a sistemare i problemi della giustizia lenta e del recupero crediti, (dell’ IVA ANTICIPATA (PRIVATI….)
Che vengano notevolmente abbassate spese di SIAE (musica) DA POCO AUMENTATE NUOVAMENTE NEL SILENZIO ASSOLUTO
Che vengano rivisti i canoni d’abbonamento Radio Televisivi, per i ristoranti gli alberghi i bar e affini…
Che si ritorni al vecchio sistema delle visite e tolti i corsi per la manipolazione all’uso di Alimenti e Bevande, per ritornare a come si faceva una volta, le Aziende provvederanno a mettersi a norma sulle basi delle normative quando messi a conoscenza dei regolamenti previsti .Tolti tutti quei corsi non indispensabili, e qualora servisse farli, che venga valutato con attenzione in base alle aziende, al lavoro svolto, e non con leggerezza COME AVVIENE ADESSO ,differenziando con precisione.SEMPLIFICHIAMO.
ICI sul commerciale altissimo.I negozi, magazzini artigianali, fabbriche, non possono permettersi queste cifre così alte in questo momento.NON CE LA FANNO A PAGARESE NON FACCIAMO QUALCOSA CHIUDERANNOE SARA’ UNA PERDITA IMMENSA PER IL TERRITORIO
TASSE SUL MAGAZZINO (la merce ferma non produce reddito finchè non la vendo) per cui è giusto pagare all’ erario quando l’ho venduta ….Sono inoltre da rivedere le modalità da introdurre per migliorare le regole sul commercio e la vendita.Il made in Italy favorito.Garantire e Agevolare le Aziende che producono in Italia sul territorio e che sul territorio sviluppano e mantengono posti di lavoro.Chiediamo che vi sia chiarezza e serietà del legislatore troppe norme poco chiare econtraddittorie che cambiano in continuazione creando caos e disordine.Esistono tutt’ ora dei metodi di razionalizzazione del cartaceo usando il pcChe vi sia semplificazione meno fogli più chiarezza e meno ripetizioniMeno costi per la contabilità.
Chiediamo venga data la possibilità alle aziende famigliari DI POTER AVVALERSI OCCASIONALMENTE, NELL’ATTIVITA’ D’IMPRESA, DELLA COLLABORAZIONE DI UN FAMILIARE SENZA DOVERLO ASSICURARE e che vengano agevolate le spese assicurative dei famigliari compartecipanti, come avveniva una volta.
Chiediamo che i passaggi d’impresa , negozi attività commerciali artigianali, ceduti a famigliari siano gratuiti, visto che l’azienda di famiglia è un bene gia sottoposto fortemente a tassazione nel corso di una vita lavorativa, sudato di fatiche con il duro lavoro.Che vengano applicate immediatamente per le micro imprese detassazioni e semplificazioni burocratiche.
Rivista la questione plusvalenze, a chiusura attività.

www.laradebernardin.it

ASSOCIAZIONE “insieme cambiamo le cose” per lo sviluppo del lavoro dell’ impresa del territorio.”

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